Make vs Zapier: quale scegliere per automatizzare la tua azienda nel 2025
Due piattaforme, due approcci diversi. Dopo aver implementato decine di automazioni con entrambe, ecco la mia analisi onesta — con casi d'uso reali per PMI italiane.
Due filosofie diverse
Zapier è nato per essere semplice. Colleghi un'app A a un'app B con un trigger e un'azione. Perfetto per automazioni lineari: "quando ricevo un'email, salva l'allegato su Google Drive".
Make (ex Integromat) è più visuale e potente. Ti permette di costruire workflow complessi con ramificazioni, filtri, iterazioni e gestione degli errori. È come avere un diagramma di flusso che si esegue da solo.
Quando scegliere Zapier
- →Automazioni semplici e lineari (trigger → azione)
- →Hai bisogno di integrazioni con app di nicchia (Zapier ha 6000+ integrazioni)
- →Vuoi partire velocemente senza curva di apprendimento
- →Budget non è un problema (Zapier costa di più per volumi alti)
Quando scegliere Make
- →Workflow complessi con condizioni, ramificazioni e cicli
- →Hai bisogno di manipolare dati (parsing, trasformazioni, aggregazioni)
- →Volumi alti di operazioni (Make è molto più economico per operazione)
- →Vuoi controllo granulare su ogni step del processo
Il nostro approccio
In OLGA Vision usiamo entrambi, a seconda del caso. Per la maggior parte dei progetti PMI, Make è la scelta migliore: più flessibile, più economico a scala, e l'interfaccia visuale rende più facile capire cosa sta succedendo nel workflow.
Ma non siamo dogmatici. Se Zapier ha l'integrazione giusta che Make non ha, usiamo Zapier. L'obiettivo è il risultato, non la piattaforma.
Confronto prezzi (2025)
Conclusione
Per la maggior parte delle PMI italiane che vogliono automatizzare seriamente, Make offre il miglior rapporto qualità-prezzo. Ma la piattaforma è solo uno strumento — quello che conta è il sistema che ci costruisci sopra.
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